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Subire un furto e ricevere una multa dal Garante: il grande errore della videosorveglianza improvvisata

Subire una spaccata o un furto all’interno del proprio locale è un’esperienza drammatica. Oltre al danno materiale delle serrande sventrate o della cassa svuotata, l’imprenditore si trova a fare i conti con un profondo senso di vulnerabilità. La reazione è quasi sempre la stessa: installare subito delle telecamere per riprendere tutto e proteggersi da un nuovo attacco.

Tuttavia, agire d’impulso e trattare la sicurezza come un “far west tecnologico” senza conoscere le regole della videosorveglianza può trasformare la vittima nel peggiore dei colpevoli agli occhi della legge.

Un caso recente emerso da un provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali (il n. 210 del 26 marzo 2026) fotografa perfettamente questo paradosso. Un ristoratore, subito dopo aver subìto un furto nel proprio locale, ha installato un impianto di videosorveglianza senza sbrigare alcuna pratica burocratica. Il risultato? È finito nei guai, subendo una sanzione pesante che è andata ad aggiungersi ai danni economici già causati dai ladri.

L’illusione del “tanto serve solo per controllare dallo smartphone”

Quando si installano telecamere “fai-da-te” acquistate online, l’errore più comune dei commercianti è pensare che l’impianto sia privato e che non ci sia bisogno di autorizzazioni, specialmente se non si salvano le registrazioni. Molti titolari si difendono dicendo: “Le telecamere mi servono solo per vedere in tempo reale dal telefono se entrano i ladri di notte”.

Il Garante della Privacy ha invece ribadito un principio fondamentale che smonta questa scusa: anche la semplice visione delle immagini in tempo reale (senza registrazione su hard disk) costituisce un trattamento di dati personali.

Se nel locale transitano clienti, passanti o dipendenti, l’occhio elettronico sta raccogliendo dati sensibili. Di conseguenza, valgono le rigidissime regole di videosorveglianza previste dalla legge italiana e dal GDPR europeo. Non esistono scorciatoie: se accendi la telecamera, devi essere in regola.

Quali sono le regole di videosorveglianza violate in questo caso?

L’ispezione delle autorità nel locale sanzionato ha riscontrato le tre violazioni classiche che la maggior parte degli esercenti commette quando agisce d’impulso:

  • mancanza assoluta di cartelli informativi: clienti e passanti venivano filmati a loro insaputa. La legge prevede che il cartello di “Area Videosorvegliata” sia visibile prima di entrare nel raggio d’azione dell’obiettivo, e deve contenere informazioni precise su chi gestisce i dati.
  • mancanza dell’accordo sindacale o dell’autorizzazione pubblica: questo è l’errore più grave. Se all’interno dell’attività lavora anche un solo dipendente (anche part-time o un familiare), l’impianto non può essere attivato senza un accordo con i sindacati o, in alternativa, l’autorizzazione preventiva dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
  • inquadratura: le telecamere riprendevano aree non di stretta pertinenza dell’attività, andando a violare la riservatezza delle zone circostanti.

Applicare la logica del “prima installo e poi vediamo” trasforma un investimento per la sicurezza in un boomerang giuridico, reputazionale ed economico devastante.

Metti in regola i tuoi documenti con Videosorveglianza in Regola 

Non lasciare che la paura dei ladri ti spinga a commettere un errore che potrebbe costarti una sanzione amministrativa o penale. Mettersi al riparo dalle sanzioni del Garante Privacy e dell’Ispettorato del Lavoro è semplice se affidi la gestione burocratica a uno specialista.

Noi di Videosorveglianza in Regola rendiamo le tue telecamere conformi!

Ecco come azzeriamo i tuoi rischi:

  • generiamo tutta la documentazione ufficiale necessaria per richiedere l’autorizzazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro, ai sensi dell’art. 4 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori).
  • ti forniamo i cartelli di informativa obbligatori e personalizzati con i dati esatti della tua attività, pronti solo da stampare ed esporre.

Non rischiare di passare dalla parte del torto. Proteggi la tua attività nel modo corretto.


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