Installare telecamere in azienda non è un’operazione puramente tecnica, ma un delicato equilibrio tra esigenze di sicurezza e diritti dei lavoratori. Se non segui la procedura corretta, il tuo impianto non solo è illegale, ma le immagini raccolte non avranno alcun valore legale (ad esempio in caso di furto o contestazione).
Ecco i passaggi obbligatori per non commettere errori.
1. Il pilastro normativo: lo Statuto dei Lavoratori
In Italia, il controllo a distanza dei lavoratori è vietato, a meno che non rispetti l’Art. 4 della Legge 300/70. Le telecamere possono essere installate esclusivamente per tre finalità:
- esigenze organizzative e produttive (es. monitorare un macchinario complesso);
- sicurezza del lavoro (es. prevenzione infortuni);
- tutela del patrimonio aziendale (es. prevenzione furti e vandalismi).
Attenzione: non puoi mai usare le telecamere per controllare quanto o come lavorano i tuoi dipendenti.
2. Accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato
Prima di accendere l’impianto (e persino prima di montare le telecamere), devi seguire una di queste due strade:
- accordo sindacale: devi stipulare un accordo scritto con le rappresentanze sindacali aziendali (RSA/RSU);
- istanza all’Ispettorato Nazionale del Lavoro: se non c’è un sindacato in azienda, devi richiedere l’autorizzazione preventiva all’ufficio territoriale dell’INL.
Senza uno di questi due documenti, l’impianto è sanzionabile penalmente, anche se le telecamere sono spente o finte.
3. Conformità al GDPR e Privacy
Oltre a ciò, devi blindare il lato privacy:
- informativa ai dipendenti: ogni lavoratore deve ricevere un’informativa dettagliata su chi tratta i dati, per quanto tempo e perché;
- cartellonistica corretta: non basta un cartello generico; serve il modello aggiornato con i riferimenti legali e il collegamento all’informativa estesa (magari tramite QR Code);
- nomina degli incaricati: solo le persone autorizzate possono visionare le immagini, e l’accesso deve essere tracciato.
Per saperne di più > Scopri la normativa videosorveglianza
Esempio pratico: installazione in un magazzino
Se un’azienda vuole installare un impianto di videosorveglianza, il percorso corretto è:
- analisi dei rischi: identificare dove posizionare le telecamere (evitando bagni o aree relax);
- procedura autorizzativa: avviare la trattativa sindacale o l’istanza all’INL motivando la scelta con la “tutela del patrimonio”;
- messa a norma: affiggere i cartelli, consegnare le informative e configurare il sistema affinché i dati non vengano conservati oltre i tempi stabiliti (solitamente 24/48 ore).
Perché non puoi fare “da solo” (e perché serve un esperto)
Un errore comune è pensare che basti il consiglio dell’elettricista. Purtroppo, la parte tecnica è solo il 20% del lavoro; il restante 80% è conformità legale. La mancanza di trasparenza o un’istanza scritta male all’Ispettorato possono bloccare l’azienda per mesi e portare a sanzioni pesantissime.
Videosorveglianza In Regola nasce per risolvere esattamente questo: aiutiamo le aziende a gestire tutte le pratiche necessarie per mettere in regola il tuo impianto! Non aspettare un’ispezione per scoprire che il tuo sistema è irregolare.
